No, non è un remake riveduto e corretto della prestigiosa pellicola con Al Pacino, Keanu Reeves e Charlize Theron. Semmai è la storia altrettanto interessante del decano dei
giornalisti palermitani, Benvenuto Caminiti, protagonista quotidiano su Facebook con i suoi seguitissimi post. Dall’aquila ha tratto una delle sue massime peculiarità: impossibile ingabbiarlo! Benvenuto Caminiti è un avvocato, un giornalista, uno scrittore, un tifoso… Anzi un Tifoso! Perché se c’è un argomento dove non gradisce “tuccatini i pusu” (come spesso suole scrivere) è quello che riguarda la squadra del cuore, il Palermo.

SCRIVO, QUINDI SONO

Benvenuto Caminiti

Mi scusi Cartesio se mi permetto di storpiare una sua celebre massima, ma – in questo caso – la variazione è d’obbligo. Caminiti vive la scrittura come ossigeno puro, come ragione di vita, come valvola verso cui incanalare sentimenti e passioni. Una missione evidentemente compiuta, se alla veneranda età di 78 anni riesce ad avere una padronanza assoluta di Facebook ed ogni suo pensiero – indipendentemente dal tema scelto – viene condiviso, riempito di pollici alti (alias “like”), cuoricini e commenti da utenti trans generazionali.

UN NOME, UNA GARANZIA

La matematica non è un’opinione, giusto per proseguire con un’altra famosa massima. Ma neanche il DNA, aggiungo io. Perché quando si cita il cognome “Caminiti” si aprono scenari artistico – letterari di prim’ordine. Partendo dal papà (Maestro al Conservatorio già in tenera età e primo violoncello nell’Orchestra del Teatro Massimo), passando al fratello Vincenzo (primo violoncello dell’Orchestra Sinfonica della Radio Televisione di Dublino, prima, e dell’Orchestra Sinfonica Bari, dopo) per giungere ad un mito del giornalismo italiano: il fratello Vladimiro, vero e proprio genio indiscusso ed indiscutibile della scrittura sportiva.

LA SCINTILLA ROSANERO

Fu proprio per merito di Vladimiro che scoccò il colpo di fulmine tra Benvenuto ed il Palermo. Era il 1949 e la smania da bambino di inseguire il fratello lo portò fin dentro alla Favorita a venti minuti dalla fine della partita Palermo – Torino, il Torino degli “Eroi di Superga”. Ed in quella partita – che era una specie di “Davide contro Golia” – potè assistere ad un’incredibile rimonta rosanero da 0-2 a 2-2. Come non innamorarsi immediatamente di quelle maglie uniche?

GIORNALISTA DELLA PRIMA CURVABenvenuto Caminiti

No, non si parla di Formula 1 o Moto Gp. Si parla di storia, per la precisione della storia della tifoseria rosanero. Sì, perché Benvenuto, prima della comoda poltrona della tribuna stampa, ha vissuto le gare del Palermo sui gradoni della curva nord, la culla del tifo della “Favorita”. Ed è stato lì che ha conosciuto e vissuto a stretto contatto con l’antesignano del tifo organizzato, tale “Vicè ‘u pazzu”, al quale ha dedicato un suo delizioso libro (“Un aquilone rosanero”) e del quale – per stimolare l’utenza social più sopita – cita spesso la frase “ma
vinistivu pì tifari pu Palermo o pì viririvi a partita?”

IL COLORE DEI LIBRI

Ci sono autori che scrivono gialli, altri che scrivono “noir” e altri ancora che pensano alla cronaca rosa. Benvenuto potrebbe avere inventato un genere: “il rosanoir”. Perché, sebbene la sua produzione si distingua anche per eccellenze extra – calcistiche (vedasi il meraviglioso libro su Totò Antibo), Palermo ed il Palermo sono sempre lì, nella sua tastiera (o nella sua penna, che è più poetico), nella sua testa e soprattutto nel suo cuore. E non è un caso se il 4 agosto a Porto Palo gli verrà assegnato il Premio di Giornalismo, Letteratura e Saggistica “Più a sud di Tunisi” per la sua ultima fatica letteraria: “Tra nuvole rosa e cieli azzurri”.

VEDIAMOCI IN QUEL “POST”

Ci sono rituali difficili da smontare, altri che vuoi non vengano mai smontati. I post di Benvenuto Caminiti fanno parte della seconda categoria. Perché – che riguardi un’invettiva
verso un avversario o una dichiarazione d’amore per uno dei suoi ragazzi in rosanero, un nostalgico tuffo nel proprio passato o episodi di vita quotidiana – ormai leggere giornalmente le sue parole è, per centinaia di utenti Facebookiani, come il primo caffè della mattina. E allora diciamocelo: ci vediamo tutti lì, appuntamento in quel “post”.

Benvenuto Caminiti Corini

 

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