Palermo è tra le città più visitate d’Italia. Una crescita che procede ad un ritmo più che doppio rispetto a quello della Sicilia e quasi quadruplo rispetto alla media nazionale. Per rendersi conto di quanto il capoluogo siciliano sia ambito dai turisti, basta fare un giro fra le vie del centro, letteralmente invase, soprattutto nei periodi caldi, da gente di ogni nazionalità. Il Teatro Massimo, la Cattedrale, Palazzo dei Normanni, la Cappella Palatina, Piazza della Vergogna, il Cassaro, lo Spasimo, San Giovanni degli Eremiti, i mercati, sono presi d’assalto da frotte di turisti, desiderose di ammirare le bellezze architettoniche e artistiche di Palermo.
STREET FOOD
A portare sempre più gente in quella che è considerata una perla del mediterraneo, non sono solo l’arte e la cultura. I turisti scendono a Palermo anche per il cibo. Negli ultimi anni, grazie alla tv a pagamento, lo street food palermitano è stato pubblicizzato in tutto il mondo. Su tutti il panino con la milza, che trova il consenso di molti turisti, sia italiani che stranieri. La focacceria più frequentata, per storia e tradizione, ma anche perché molto promozionata, resta la San Francesco ma in tantissimi scelgono le vie di Ballarò, del Capo e de La Vucciria per degustare i rinomati panini. Il cibo da strada palermitano è una vera leccornia per chi viene da fuori. E costa poco. Il panino con le panelle resta amatissimo, ma prendono quota altre specialità finora meno rinomate come u mussu, u masciddaru e u carcagnuolo (muso, mascella e calcagno di vitello). Nello sterminato e antico mondo del mangiare da strada palermitano, i turisti provano di tutto, perfino la quarume (frattaglie bollite) e la frittola (frattaglie fritte nello strutto). Negli ultimi anni, tra le strade del Cassaro sono spuntati come funghi locali gastronomici di ogni genere: le tradizionali arancine, le classiche patatine fritte, il pesce fritto ma anche specialità estere, come il kebab, o di altre regioni d’Italia. Qualche settimana fa, in via Maqueda è stato inaugurato Murà, un locale in cui è possibile degustare i rinomati panzerotti pugliesi.
CITTÀ OSPITALE
Di Palermo piace anche il calore e l’ospitalità dei palermitani. Ad accorgersene maggiormente i sudamericani, soprattutto argentini e uruguaiani, che hanno molti tratti caratteriali comuni al popolo siciliano. “Siamo qui da tre giorni, abbiamo fatto il tour turistico e abbiamo apprezzato molto – spiega un turista di Buenos Aires a passeggio con la moglie fra le vie del Cassaro -. Palermo è una città molto simile alla nostra e non abbiamo trovato grande differenza tra la gente italiana e quella di Buenos Aires. Siamo molto contenti. Non bisogna dimenticare che in Argentina c’è una grande immigrazione italiana. Mio padre e i miei antenati – racconta – sono di Capaccio, un paese in provincia di Salerno. Stiamo conoscendo Palermo e ci piace molto, sia la parte antica sia quella moderna. Il nostro Paese ha solamente duecento anni e, per noi, vedere delle opere millenarie è bellissimo. L’unica cosa che non ci è piaciuta – dice ridendo il turista argentino – è il caldo”. Come dargli torto.
IL MARE
Ma c’è chi apprezza anche le temperature africane di questi giorni e si gode il mare di Mondello, sempre ambito e frequentatissimo. D’altronde – ma diciamolo a bassa voce – per quei turisti che non vogliono allontanarsi molto dal capoluogo le alternative non sono tantissime. La cittadina marinara palermitana è presa d’assalto dai visitatori fin dalle prime luci dell’alba e le biglietterie dell’Italo-Belga a metà mattinata, anche dei giorni feriali, sono già sold-out. Un sovraffollamento che non è gradito a molti turisti, così come la poca cura delle spiagge: “I palermitani – dice un milanese in vacanza a Palermo con la sua famiglia – dovrebbero avere più cura per la loro città. In spiaggia trovo cartacce, bottigliette e quant’altro”.
COSA NON VA
Nonostante il record di presenze e la grande sorpresa dei turisti nello scoprire le meraviglie del capoluogo siciliano, non mancano le lamentele. La prima cosa che i visitatori notano è il caos cittadino. D’altronde, è risaputo, lo diceva pure lo zio di Johnny Stecchino che il traffico in questa città è una piaga. Ad esso si aggiungono gli strombazzamenti dei clacson delle auto e le sirene dei mezzi di emergenza, che rendono Palermo una città caotica. Dulcis in fundo, non potevano mancare la sporcizia e i rifiuti. Anche se tra gli intervistati, come si può notare nel video sottostante, c’è anche chi si complimenta per la pulizia. Amici del sindaco? Battuta a parte, non ci possiamo lamentare. Palermo è amata e chi viene a visitarla va via soddisfatto.
PALERMO È CASA NOSTRA
Chi vive qui sa bene che Palermo è ancora di più e ha moltissime potenzialità inespresse. I dati e la bellezza ci dicono che la strada del turismo è quella da percorrere per sviluppare ricchezza e lavoro. Per far ciò basterebbe valorizzare maggiormente il nostro patrimonio artistico, il nostro mare, e avere un po’ d’amore in più per ciò che ci appartiene. Palermo è casa nostra. È un’assonanza a qualcosa che per decenni, con i suoi orrori, ha ostacolato la nostra economia e il nostro sviluppo, e che ognuno di noi vorrebbe definitivamente scucire dalla propria pelle di palermitano. Basterebbe sostituire una lettera, e passare da cosa a casa. Un segnale d’amore per cambiare la storia e per vivere in una città più pulita, e più a misura d’uomo e di turista.
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